giovedì 7 aprile 2011

Dov'è la realtà ?


C'è una formazione politica di estrema destra che governa l'Italia, con brevi interruzioni, da almeno quindici anni. Il suo capo gridava, all'inizio degli anni 90, che mai sarebbe andato al potere con il “mafioso di Arcore” e con “la porcilaia fascista”. Poi ha cambiato idea. Ma non è questo il punto. Il ritorno all'etologia ed all'immediatezza istintuale che questo partito sostiene impone un tagliar corto con i problemi e con la complessità delle questioni pubbliche, una riduzione alle soluzioni nette e rapide, anche sintetizzabili con slogan da stadio o battute da bar: fuori dalle palle, accoglienza col mitra, meglio i miei cani dei rom. Questa rozzezza è una calamita di voti. Come siamo giunti a questo disastro civico e morale?

In Italia non è mai stato compiuto davvero un serio e rigoroso programma di civilizzazione e formazione repubblicana delle masse: prima il fascismo, poi la partitocrazia hanno tentato di svolgere la funzione di mediazione e di collegamento tra il popolo e le istituzioni. Abbiamo avuto il picco della partecipazione politica negli anni settanta, ma in seguito sono arrivati il terrorismo ed il riflusso del decennio successivo, con l'inizio dell'ammaestramento televisivo degli italiani. Insomma oggi ci ritroviamo con il 33% della popolazione, lo provano le ricerche sociologiche, che fatica a comprendere una frase di venti parole. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea. Il populismo della destra come reagisce a questa situazione? Ne approfitta, soffia sul fuoco e si gode il falò della democrazia. Dice implicitamente alla massa degli illetterati: va bene così, siate pure disinformati e ingenui; sarete più docili alla mia propaganda massiccia. A questo punto si capisce come diventi agevole parlare di invasioni barbariche e di tsunami migratorio nonostante i diecimila arrivati siano molti di meno degli albanesi giunti all'inizio degli anni 90 in Puglia. Come si faccia una cagnara insopportabile per prolungare la presunta vita di Eluana Englaro, mentre oggi gli stessi pro-life tacciono di fronte alla morte di duecento africani. Come perfino un capopopolo come Beppe Grillo dica che siamo già troppi e devono andarsene tutti via, quando invece abbiamo una delle più basse percentuali d'Europa (il 7%).

Queste persone non diranno mai che lucrano sui migranti: perché più ne arrivano, più cresce la paura irrazionale, più loro s'ingrassano di voti come tacchini. Né confesseranno che non potranno mai garantire il sogno che molti finti cristiani pretendono: chiudere l'Europa a chiave e abolire l'indigenza. Non possono fare dell'occidente una cassaforte; si accontenteranno di continuare a criminalizzare l'ansia di futuro dei meno fortunati.

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